Come è andata? Ve lo facciamo dire da loro.

“Sballo”- “Stare male” – “Illegalità” – “Consumismo”. Queste le prime parole che possono venire in mente ai giovani quando pensano alla droga e al mondo della tossicodipendenza. Ma come si può fare chiarezza riguardo a questo problema che oggi in Italia coinvolge un ragazzo su tre?

Venerdì 8 Febbraio, assieme ai coordinatori dei corsi professionali, i ragazzi si sono recati in gita scolastica alla Comunità di San Patrignano. Perché una gita di questo tipo? Fondamentalmente per due ragioni: da un lato, educare i ragazzi alla cittadinanza tramite il contatto diretto con realtà del territorio e non solo attraverso lezioni teoriche; dall’altro, spronarli a “guardare” la droga da ogni angolazione e con coscienza critica, attraverso un momento di incontro con chi l’ha conosciuta da vicino e ha deciso di volerla eliminare dalla propria vita.

 

Ma come è andata questa gita?

Lo Abbiamo chiesto a Salvatore M. del corso per Operatore Meccatronico, Maguette del corso per Operatore di Impianti Termoidraulici e Salvatore F. del corso per Operatore degli Impianti Elettrici.

Tutti concordi nell’affermare che la struttura ha stupito per il modo stesso in cui è concepita, i ragazzi hanno espresso apprezzamento per alcuni luoghi in particolare. “Tra i luoghi che abbiamo visitato – afferma Salvatore F.- mi ha colpito in particolare la sala degustazione vini: c’era un lampadario fatto di bicchieri. Potevi prenderli direttamente da là sopra per assaggiare il vino, che producono loro, insieme a tanti altri prodotti”.

 

Il lampadario di bicchieri nella sala degustazione

Durante la gita, i ragazzi hanno visitato alcune parti della comunità, come ad esempio la cantina, le stalle, i ricoveri per gli animali, il canile, le strutture per i minori. Ma un’altra interessante sorpresa è arrivata giusto in tempo per l’ora di pranzo, quando gli allievi si sono uniti a tutti gli ospiti della struttura, per mangiare insieme. “Mi sarei aspettato di mangiare separatamente – afferma Salvatore F. – invece eravamo proprio insieme a loro. Lì ti rendi conto che sono veramente in tanti [millecinquecento]”. “A proposito del pranzo – aggiunge Salvatore M.- devo dire che me lo sarei aspettato molto più modesto, considerato che fanno tutto loro, a turni. Invece abbiamo mangiato tanto e abbiamo mangiato molto bene; tra l’altro la domenica danno pure il dolce”.

 

Nel pomeriggio, i ragazzi ospiti della comunità che accompagnavano i nostri allievi in visita, hanno raccontato le loro storie personali e qualche dettaglio è rimasto particolarmente impresso ai ragazzi. “La maggior parte degli ex tossicodipendenti –ricorda Salvatore F.- commetteva dei reati per comprare la droga. Uno dei ragazzi che abbiamo ascoltato ci ha raccontato che lavorava alla Conad. Per comprarla ha fatto una rapina lì e da un giorno             all’altro ha perso il lavoro, ha perso tutto. Gli era rimasta solo la droga”.

Anche gli animali sono parte integrante della comunità.

 

Durante l’incontro i ragazzi hanno avuto l’opportunità di riflettere su cosa la droga possa rappresentare per loro e quali possano essere le motivazioni che spingono i giovani e le persone in generale, a provarla. Si tratta di meccanismi non sempre facilmente spiegabili, ma alcuni concetti tendono a presentarsi spesso. “La droga attrae – afferma Maguette – perché probabilmente ti dà l’illusione di essere più incluso nel tuo gruppo; anche più “uomo”, da un certo punto di vista. Molti iniziano a provarla perché probabilmente si sentono soli. Meglio prevenire ed evitarla”.

 

Superare la dipendenza dalla droga è difficile e richiede tempo, ma forse il percorso di recupero si può affrontare in modo attivo e consapevole: a contatto con altre persone che condividono lo stesso problema e che cercano di riprendere il controllo della propria vita, preoccupandosi del proprio futuro anche dopo la permanenza nei centri di riabilitazione. Esattamente come cercano di fare a San Patrignano.